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In questa parte della festa, dopo la fase predatoria e quella successiva del mondo agricolo ancora presenti nelle cerimonie del giorno precedente, fa la sua apparizione infatti anche la fase della lavorazione degli utensili, il mondo artigiano.

            Qui il protagonista è l’ingegno che costruisce gli attrezzi,  il lavorio della mano dell’uomo, di questi uomini che come in un copione scritto da secoli, mettono a disposizione della comunità la loro arte ed il loro mestiere per un fine collettivo.       

            E’ una partecipazione appassionata, un susseguirsi cadenzato di gesti il cui significato sovrasta gli ignari esecutori, culminando in questa erezione dell’albero-totem, che a Pastena, come in una fusione filogenetica, segna il rinnovarsi del cammino dell’uomo cacciatore, agricoltore, artigiano.

La giovenca viene  ricongiunta al tronco alto nella piazza. Un’altra fusione : mondo animale  e vegetale  tornano uniti nella città . 

 Questo animale sembra così  ridare alla stessa pianta tagliata  lo spirito vegetale che  aveva custodito durante il suo trasporto “funebre”,  rimanendole sempre vicina lungo il cammino verso la città. 

Il sangue del sacrificio dell’animale  un tempo a questo punto ungeva probabilmente il tronco, come nel rito Achilpa descritto da De Martino in Oceania.8 Lì  il capo-sacerdote  tenta di salire sul tronco per osservare  e dominare dall’alto con lo sguardo le terre conquistate,  ma scivola giù lungo il sangue dell’animale.  Più tardi ,a Pastena, ai giovani che tenteranno di salire su quell’albero della cuccagna, succederà la stessa cosa, ma,  anziché sangue, essi troveranno grassi e oli.

Il sangue del sacrificio sulla pianta assumeva qui probabilmente  anche il significato della  verginità infranta, il segno dell’avvenuto matrimonio simbolico tra la terra ed il cielo.

            Gli alberi e le feste

Tronchi di albero, abeti, palme ed ogni altro genere di vegetazione, sono entrati nei riti di innumerevoli civiltà, soprattutto agrarie, in ogni parte del mondo.

            Le interpretazioni che vengono date al rito primaverile dell’albero sono alquanto varie: per Hammer rappresenta una divinità fallica, per Grimm il dio d’estate, per Frazer lo spirito di vegetazione, per Dietrich é l’anima dei morti.

            In genere, come abbiamo accennato, esso é legato al passaggio dalla cattiva alla buona stagione, al rinnovarsi primaverile, ed é per questi accostamenti che cerimonie con gli alberi iniziano dal Capodanno o dal Carnevale, fino al Calendimaggio.           

            Ma, per restare in Italia, cerimonie analoghe al maggio di Pastena sono sopravvissute ancora oggi in numerose regioni con forme le più diversificate.

            Nel Trentino, a Grauno, oltre all’abbattimento dell’albero ed al suo trasporto in paese al martedì grasso, già all’Epifania girano i  “coscritti”  legando alberelli alle fontane.  A Storo, sempre nel Trentino , grossi tronchi erano portati in processione fino al 1936 e percossi da giovani durante il venerdì santo.

            Lamentazioni funebri accompagnate dal battere rituale sono rimaste in molte zone


8 Ernesto De Martino: Il mondo magico. Torino 1973